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Roma strappò Rimini ai Galli nel 295 a.C. (la battaglia di Sentino) e vi fondò la colonia Ariminum (268 a.C.).
Questa posizione rappresentava un punto strategico nella geografia di quel periodo, infatti questa zona era protetta dal Mar Adriatico e delimitata dai fiumi Ariminus (Marecchia e Aprusa (Ausa). Mancavano le strade, ma per i romani questo non era un problema, infatti nell’anno 220 a.C. Caio Flaminio completò la costruzione della via Flaminia, unì quindi la capitale con Rimini.
Un po’ di tempo dopo Marco Emilio Lepido realizzò la via Emilia collegando così Rimini con Piacenza, nell’anno 132 a.C. il console Publio Popilio fece costruire la Via Popilia per collegare Rimini ad Aquileia ed alla Pannonia, sarebbe l’attuale Via Romea.
Fino a questo periodo Rimini era rimasta fuori dai confini d’Italia, quando si costituì la Gallia Cisalpina Rimini divenne la città più settentrionale. Per questo motivo fu il primo municipio occupato da Cesare, nel 49 a.C., all’inizio della II guerra Civile, varcato il Rubicone si diresse verso Roma.