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Nel 1450 è iniziata la costruzione del Tempio Malatestiano di Rimini ed è poi proseguita nei decenni successivi. Alla costruzione del tempio Malatestiano di Rimini hanno partecipato tra gli altri anche eccellenti artisti: Matteo de’ Pasti, architetto e medaglista, Agostino di Duccio, scultore e decoratore e il grande Piero della Francesca, ma sotto l’aspetto architettonico fondamentale è stata la partecipazione di Leon Battista Alberti.
Quest’ultimo infatti si è ispirato all’Arco d’Augusto e alle vestigia romane di Rimini. L’Alberti realizza un involucro antico e una facciata solenne attorno alle strutture gotiche della chiesa di San Francesco. La facciata e alcuni tratti di muro vennero incorporati nella nuova costruzione, all’Alberti fu imposto di mantenere le due cappelle nuove per cui lavoravano Agostino di Duccio e Matteo de’ Pasti. La facciata e i fianchi quindi furono opera di Leon Battista Alberti che creò qualcosa di completamente indipendente rispetto l’interno del tempio.
La facciata del Tempio Malatestiano di Rimini è divisa orizzontalmente in due parti, nella parte inferiore, sopra lo zoccolo si possono ammirare tre grandi archi con a fianco semicolonne scanalate. Tra le colonne e gli archi sono scolpite ghirlande d’alloro. Nel fregio dell’architrave, a caratteri romani è incisa l’iscrizione “Sigismondo Pandolfo Malatesta, figlio di Pandolfo fece per voto nel 1450”. La parte superiore, a causa del declino dei Sigismondo è rimasta incompleta.
Nei fianchi del Tempio Malatestiano o Duomo di Rimini torna un tema classico di quel periodo, gli acquedotti romani con la successione degli archi. A destra delle arcate si trovano i sepolcri e i cenotafi (tombe vuote) di illustri personaggi di lettere e scienze. A chi visita oggi il Tempio Malatestiano di si consiglia di non avere fretta, di sostare a lungo per ammirare tutta la sua bellezza. Nell’anno 2000 Rimini ha completato una grandiosa opera di restauro del Tempio.
La costruzione del Palazzo dell’Arengo di Rimini risale al 1204, è una costruzione in forme romanico-gotiche. Nel corso dei secoli si sono susseguiti terremoti, devastazioni e restauri fino a farne perdere la struttura originale.
Il terremoto che subì la città di Rimini nel 1916 si può considerare benefico, infatti tolse al vecchio edificio tutti i rappezzi fatti precedentemente, restituendo alla vista i grandi archi delle polifore e alcune colonne di marmo.
Nel 1924 l’architetto riminese Gaspare Rastelli realizzò un ampio restauro, il risultato si può ammirare ancora oggi.
Alla base della torre dell’ Arengo, attraverso un portale si arriva nel gran salone dell’Arengo, dove si riuniva l’antico “arengo” o “parlamento”, composto da tutti i capi delle famiglie, alla presenza del vescovo ed altre autorità religiose.
Il vicino Palazzo del Podestà è di stile simile, fu costruito nel 1334 con archi ogivali al piano terra e merli. Il Palazzo del Podestà di Rimini fu restaurato dall’architetto Rastelli.
Nell’alto medioevo il cuore polito e religioso di Rimini si era trasferito, dal Foro, a quella che oggi è piazza Cavour. Vicino alla piazza Cavour, a Rimini, sorgeva anche la cattedrale di Santa Colomba, di cui oggi purtroppo rimane solo il campanile romanico.
Si narra che nei primi anni dopo il mille vi fu una piena rovinosa a Rimini del fiume Marecchia, tanto che cambiò il suo alveo e andò a gettarsi in mare, dove si trova attualmente la sua foce e nell’ultimo tratto formò una specie di porto canale.
Il vecchio porto che era in corrispondenza dell’altro fiume, l’Ausa, perse invece d’importanza. Il nuovo porto canale assunse notevole rilievo per il mar Adriatico e per la città di Rimini, dando nuovi impulsi alle attività commerciali di Rimini e di tutta la zona. A questo punto si costruì un nuovo Borgo, abitato da pescatori e marinai, il Borgo di San Giuliano.
Questo Borgo rimase sempre separato dal nucleo cittadino di Rimini, nonostante facilmente collegato dal Ponte di Tiberio. Sicuramente per chi visita la città di Rimini, il Borgo di San Giuliano deve essere oggetto di meta, in quanto è il quartiere più antico e caratteristico di Rimini.
Le sue vie sono strette, le case tutte ristrutturate, alcune dipinte con murales, ogni anno nel primo fine settimana di settembre si tiene la tradizionale Festa de’ Borg. Il cuore del Borgo è la Chiesa di San Giuliano, sorta nei resti della Abbazia Benedettina dei Santi Pietro e Paolo.
Il complesso archeologico di Piazza Ferrari è stato individuato nel 1989, durante i lavori di sistemazione dei giardini pubblici. Dopo il ritrovamento di ruderi di età romana sono seguiti scavi ed esplorazioni che hanno permesso di scoprire un’area di 700 mq.
I resti più importanti corrispondono a parte di una costruzione residenziale situata al margine settentrionale dell’antica Ariminum, di fronte al litorale adriatico, che all’epoca si trovava arretrato di circa un chilometro rispetto all’attuale.
Ai lati passavano due strade disposte ad angolo retto – un cardine ed un decumano – all’interno del quale si erano succedute una casa di età imperiale che comprendeva anche la domus del Chirurgodi Rimini ed un edificio costruito in età più avanzata.
Nel settore settentrionale dell’area di scavo si conservano i resti della Domus del Chirurgo di Rimini costruita nella seconda metà del II secolo d.C.
Il piccolo ingresso affacciato sul cardine, immetteva in un disimpegno e poi in un corridoio interno.
In un lato del corridoio si apriva un piccolo giardino, mentre sull’altro lato erano situati diversi ambienti delimitati da muri di argilla poggiati su zoccoli in muratura.
I vani, tutti decorati da affreschi policromi e da pavimenti a motivi geometrici comprendevano una sala da pranzo, una camera da letto, due stanze di soggiorno, un ambiente riscaldato (ipocausto), una latrina, al piano superiore si trovava invece una cucina ed una dispensa..
Tra i tanti materiali trovati risalta soprattutto una attrezzatura chirurgica e farmacologia che testimonia la professione medica dell’ultimo proprietario della Domus.