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La festa del Borgo San Giuliano a Rimini

07/08/2007 08:52 in varie
Festa del Borgo San GiulianoLa prima festa del Borgo San Giuliano, nel ricordo di noi tutti, è un evento indimenticabile e quasi irripetibile: come quando la realtà è più bella del sogno, e questo capita raramente. Quella volta, otrettutto, la soddisfazione dei borghigiani aveva il valore di una piccola grande rivalsa nei confronti della città: quel borgo così diffamato, il borgo della "merda e delle puttane" aveva realizzato qualcosa che stupiva tutti i riminesi.

A dir la verità, stupiti eravamo anche noi, organizzatori di qualcosa che travalicava intendimenti e aspettative. Quella volta, per quella prima edizione, che poteva essere anche l'unica, più che un tema c'era un filo conduttore: "le feste di una volta", intendendo con ciò non solo gli avvenimenti spettacolari tradizionali, ma tutta una serie di episodi e vicende della storia cittadina e borghigiana che nella dimensione della memoria assumevano un effetto assolutamente fantastico. Vennero rivissuti e rielaborati alcuni modi di far festa del borgo: le luminarie durante le processioni, con i ceri alle finestre, le tavolate per strada, i cantastorie e le orchestrine improvvisate, la "canta", i piccoli circhi nelle piazzette, le zucche svuotate, intagliate e illuminate...
Ma anche alcuni fatti della storia cittadina, che nel ricordo collettivo erano già mitici e favolosi, diventarono pretesti per spettacolazioni durante quella prima edizione: il passaggio del carro della Dora con la sua nuova "quindicina", le Mille Miglia come veglia collettiva per celebrare ed assistere al passaggio di un mondo nuovo; il ritorno dopo l'ultimo conflitto degli sfollati come nascita ad una nuova vita, i fantasmi della guerra esorcizzati che sfumavano in lontananza, laggiù nel parco Marecchia... e poi l'indimenticabile Mario "Hombre", nella parte di Cicogna che nottetempo attraversava il borgo per annunciare i fatti della giornata e le condizioni del tempo.

Inoltre, la struttura urbana del Borgo San Giuliano acquistò una dimensione completamente nuova: non più case fatiscenti o diroccate illuminate crudelmente dalla piatta luce artificiale, ma sotto l'effetto dei lumini, del lancio di piume e di neve finta, le sue case diventavano paesaggio da favola e da presepe. E da allora, forse, che la città di Rimini incominciò a guardare con particolare interesse alle casette lungo il fiume nelle strade borghigiane.

Le cose da ricordare sarebbero tante: la mostra fotografica che per la prima volta a Rimini "pubblicava" la storia - per immagini - di un recente passato popolare; la gente che si ritrovava dopo tanti anni in questa occasione; le case aperte a ricevere non solo gli amici ma chiunque si fermasse, per un bicchiere di vino ed una fetta di ciambella; la corale borghigiana tanto sgangherata quanto carica di vitalit&agrave...

L'immagine che più mi è rimasta dentro è, però, quella dell'incendio delle porte del Borgo. Tutti gli ingressi delle sue strade erano stati sbarrati con dei portali di carta, che vennero incendiati ad un segnale prestabilito, per dare il via alla festa e per aprire il quartiere alla città: dal Ponte di Tiberio scese verso noi la Banda comunale trascinandosi dietro i riminesi. Ed allora i borghigiani diedero sfogo alla loro commozione abbracciandosi. In quel momento, insieme alle sottili pareti di carta che bruciavano, saltò ogni diaframma con la città di Rimini, in un reciproco riconoscimento.
francy.   Nessun commento


La festa del Borgo San Giuliano a Rimini - edizione del 1980

21/08/2007 13:35 in varie
Festa del Borgo San GiulianoLa seconda edizione della Festa, 30-31 Agosto 1980, rappresenta la svolta dell'intervento politico sociale di quelli de "Foi de' Borg".
La festa del borgo san giuliano, partita come un 'azione del gruppo legato alla testata, si rivela talmente grande, talmente nuova che "si mangia è foi" e diviene "la festa".

Gli organizzatori consciamente o inconsciamente si erano resi conto di aver messo in moto un meccanismo che superava loro stessi, e coloro che erano stati a guardare o si erano affacciati timidamente venono coinvolti nell'organizzazione della "festa".
Lo stesso Consiglio di Quartiere distacca gli uomini migliori nel comitato promotore. Il borgo ora inizia la sua trasformazione sotto la spinta dell'entusiasmo della prima festa, trasformazione determinata dall'interesse di Rimini che diventa interesse per le case del borgo, che da posto di ritrovo per tossicodipendenti inizia a diventare quella specie di "rive-gauche" tanto amata da uno dei massimi organizzatori.

I riminesi incominciano a comprare le vecchie case e con la affluenza di capitali inizia la vera ristrutturazione del borgo san Giuliano.
Questo cambiamento di linea strategica spacca il comitato promotore in due frazioni: i conservatori, fedeli alla impostazione del borgo come luogo del proletariato e gli innovatori che assecondano la tendenza emergente.
Nascono divergenze anche sul piano personale, la "Festa del Borgo San Giuliano" produce due manifesti, molti anche all 'interno sperano nella non riuscita dell 'edizione '80; ma l'uomo sul filo che a metà della traversata del porto canale lascia cadere il fantoccio, fa scorrere un brivido freddo nella schiena di tutti quelli assiepati sulle sponde.
Qui scatta l'archetipo del restare (conservare), partire (rischiare), ma a cadere e solo un pupazzo: il borgo aveva gia scelto di andare avanti.
francy.   Nessun commento


Le Opere dell'800 a Rimini

29/08/2007 11:35 in varie
Le opere riminesi nell'800Continuano i post dedicati alla storia di Rimini...

Il 6 febbraio 1831 giunse una notizia che avrebbe sollevato gli istinti rivoluzionari: "La casa di Ciro Mengotti era stata presa d'assalto e il Duca di Modena si era dato alla fuga, dirigendosi a Mantova". Subito a Rimini insorse la popolazione e fu istituito un Comitato provvisorio facendo cessare ogni funzione amministrativa tenuta in mano dalle autorità pontificie.

Dopo un primo periodo di confusione tutto tornò alla normalità e anche ai Riminesi giunsero le parole di Papa Gregorio XVI, che invitava la popolazione a sottomettersi nuovamente senza timore al potere della Chiesa, assicurando loro il perdono.

Ma il 25 marzo, dopo aver rotto il principio di non intervento, gli Austriaci attaccarono i battaglioni creati dopo le insurrezioni; il durissimo scontro si verificò presso le Celle, risolvendosi con la vittoria dell'esercito austriaco, che in seguito operò violente repressioni contro alcuni esponenti della rivoluzione.

La città continuò ad essere interessata ormai da frequenti tumulti e sommosse dovute alle gravi condizioni economiche, fino a che nel settembre del 1845 scoppia una sollevazione esclusivamente riminese, seguita a tre anni di distanza dai moti del '48.

Durante la Seconda Guerra D'Indipendenza per l'Italia, nel 1859, molti giovani riminesi partirono alla volta del Piemonte per andare a combattere. Il 17 settembre dello stesso anno, i riminesi accolsero trionfalmente "l'Eroe dei Due Mondi", Giuseppe Garibaldi , a cui la Commissione Municipale aggregò con la sua discendenza al patriziato riminese.

Finalmente tra il 1859 e il 1860 i Riminesi assistettero al distacco di tutta la Romagna dallo Stato Pontificio e l'annessione al Regno di Sardegna.
francy.   Nessun commento


La Festa del Borgo San Giuliano, edizione '90

10/09/2007 09:16 in varie
Borgo San GiulianoIl tema dell'edizione '90 è tratto da una annotazione riportata nel "libro delle anime", della Parrocchia del Borgo San Giuliano, nel 1876. La notizia riguarda un certo Cobianchi Eraclio, menzionato con la qualifica di "avventuriero": la stessa qualifica la si ritrova, anche, nell'Archivio storico anagrafico del nostro comune. Su chi fosse realmente Cobianchi possiamo fare solo delle ipotesi - chiaramente molto aleatorie - ed è su queste che si dispiegano il tema e le spettacolazioni di questa Festa. Scartiamo immediatamente quella, forse la più attendibile, che il nostro personaggio fosse un piccolo o grande malfattore; non ci interessa tanto la ricostruzione della verita su Cobianchi, quanto le suggestioni che ci vengono suggerite dalla sua possibile storia. Lo spettacolo e imperniato su quattro fantastiche ipotesi storiche:

- In Romagna, contemporanei al nostro personaggio, operarano famosi banditi, fra questi il "Passatore" e Gaetano Morgagni detto "Fagotto" le cui imprese si svolsero nelle campagne romagnole e ferraresi; Cobianchi era originario di Argenta e potrebbe aver fatto parte di queste bande o risentire dell'influsso mitico aleggiante intorno a quei banditi;
- in quegli anni esplode la "questione sociale"; sono anni fervidi di iniziative, con frequentazioni della nostra città da parte di importanti figure storiche (Bakunin, Cafiero...), senza dimenticare il concittadino Amilcare Cipriani. Tutti combattenti per l'emancipazione dei popoli, ma anche grandi sovversivi. Ecco quindi che si rende plausibile un altro riferimento alla definizione affibbiata al nostro uomo, in qualche modo legato a quegli avvenimenti;

- ma "l'avventuriero" potrebbe far pensare a valenze meno cariche di impegno sociale. L'avventura vissuta come viaggio, come allontanamento dai problemi del vivere quotidiano, frutto di uno stimolo che deriva dal conoscere nuove esperienze e nuovi mondi; ma anche dal bisogno: non dimentichiamo che il borgo era il luogo abitato dagli strati sociali meno abbienti e che ha conosciuto - in anni successivi - il fenomeno dell'emigrazione.

- e se si trattasse soltanto di un soprannome, nato nelle osterie dove fra chiacchiere e innocenti bugie si inventavano impossibili avventure ? Allora il Cobianchi diventa uno dei tanti poveri cristi che abitavano il borgo, senza il coraggio e l'opportunità di affrontare avventurosamente la vita. E su questa dicotomia fra realtà e sogno, fra utopia e miseria quotidiana, fra slanci vitali e condizionamenti esistenziali, proponiamo ai riminesi la lettura della Festa del Borgo 1990.
Nelle stradine e nelle piazzette del borgo - come sempre - il consueto clima di festa e di incontro, con spettacoli musicali e teatrali, stand gastronomici, allestimenti e mostre.
francy.   Nessun commento


A Rimini riapre la domus del chirurgo a Dicembre l'inaugurazione

20/11/2007 07:32 in varie
Domus chirurgo a RiminiIl complesso archeologico di Piazza Ferrari è stato individuato nel 1989, durante i lavori di sistemazione dei giardini pubblici. Dopo il ritrovamento di ruderi di età  romana sono seguiti scavi ed esplorazioni che hanno permesso di scoprire un’area di 700 mq.

I resti più importanti corrispondono a parte di una costruzione residenziale situata al margine settentrionale dell’antica Ariminum, di fronte al litorale adriatico, che all’epoca si trovava arretrato di circa un chilometro rispetto all’attuale. 

Ai lati passavano due strade disposte ad angolo retto – un cardine ed un decumano – all’interno del quale si erano succedute una casa di età imperiale che comprendeva anche la domus del Chirurgo di Rimini ed un edificio costruito in età più avanzata.

Nel settore settentrionale dell’area di scavo si conservano i resti della Domus del Chirurgo di Rimini costruita nella seconda metà del II secolo d.C.

Il piccolo ingresso affacciato sul cardine, immetteva in un disimpegno e poi in un corridoio interno.

In un lato del corridoio si apriva un piccolo giardino, mentre sull’altro lato erano situati diversi ambienti delimitati da muri di argilla poggiati su zoccoli in muratura.

I vani, tutti decorati da affreschi policromi e da pavimenti a motivi geometrici comprendevano una sala da pranzo, una camera da letto, due stanze di soggiorno, un ambiente riscaldato (ipocausto), una latrina, al piano superiore si trovava invece una cucina ed una dispensa..

Tra i tanti materiali trovati risalta soprattutto una attrezzatura chirurgica e farmacologia che testimonia la professione medica dell’ultimo proprietario della Domus.
francy.   Un commento


Rimini, una gita fuori porta ad Ancona

03/12/2007 10:41 in varie
Arco di Traiano ad AnconaInauguro una serie di post sulle possibili gite fuori porta per chi è in vacanza a Rimini. Oggi scopriamo cosa c'è da vedere ad Ancona.

ANCONA
città portuale capoluogo della provincia, situata sulle basse pendici del monte Conero, in corrispondenza della più accentuata insenatura del medio Adriatico ai piedi del colle Guasco.

Il nucleo antico di Ancona, di epoca medievale, sorge fra il porto e i colli circostanti. Sviluppatasi lungo il mare nei secoli successivi, venne ampliata nella seconda metà dell'Ottocento verso sud-ovest ed est. Ancona è stata gravemente danneggiata dal terremoto del 1972. Monumenti di particolare interesse sono l'Arco di Traiano (115 d.C.) e i resti dell'anfiteatro augusteo; il duomo di San Ciriaco, trasformato nell'XI e XIII secolo, che domina il mare dalla sommità dell'antica acropoli, sul colle Guasco; il Palazzo del Senato (XIII secolo); la duecentesca Santa Maria di Piazza; la quattrocentesca Loggia dei Mercanti; la Mole Vanvitelliana (1733).

Notevoli anche il Palazzo Bosdari (1550), sede della Pinacoteca civica, e il Palazzo Ferretti (XVI secolo), che ospita il Museo nazionale delle Marche con splendidi reperti, fra cui vasi attici, bronzi etruschi e statue bronzee del periodo romano.

Importante centro commerciale e industriale (produzione alimentare e cantieri navali), Ancona basa la sua economia anche sulle attività portuali e pescherecce (la città ospita annualmente la Fiera internazionale della pesca). La provincia, che comprende 49 comuni in un territorio prevalentemente montuoso e collinare, è dedita all'agricoltura (ortaggi, ulivi, frutta, viti) e alla produzione vinicola (Verdicchio).
francy.   Nessun commento


Marina di Rimini, Darsena di Rimini

22/02/2008 09:48 in varie
Darsena di RiminiLa Marina di Rimini cambia proprietario, ma bisogna aspettare ancora un po'. La firma del contratto di acquisto che perfezionerà la vendita della nuova darsena di Rimini era stata inizialmente programmata per domani ma è poi slittata e rinviata al prossimo dieci di marzo.

Il rinvio è dovuto a motivi tecnici, legati alle procedure bancarie per la chiusura dei mutui. Durante i circa venti giorni che mancano alla sottoscrizione del contratto la carica di presidente pro tempore del consiglio di amministrazione sarà ricoperta da Gianni Sorci, al quale sarà poi affidato il ruolo di direttore di Marina di Rimini. Si dà ormai per scontato che l'acquirente della bellissima struttura riminese sia il bolognese Ferretti, proprietario di Rete 7 Gold e di altri canali radio. Ferretti rileverà l'intero pacchetto azionario di Marina di Rimini, la cui maggioranza era stata acquistata dal gruppo Renova del magnate russo Victor Vekselberg.

Le altre quote appartengono al Monte dei Paschi di Siena, alla Sge, società di cui sono titolari i riminesi Benvenuti, Sorgi e Marchi che hanno anche una piccola quota personale. Il gruppo bolognese ha prevalso su diverse altre cordate interessate all'affare; una di queste era svizzera mentre un'altra faceva sempre capo ad imprese bolognesi. - La Voce di Rimini
francy.   Nessun commento


Eventi alla biblioteca di Rimini

14/03/2008 14:48 in varie

biblioteca rimini cineteca riminiIeri sera alla biblioteca di Rimini è stato proiettato "Una storia comune: donne sull'orlo di un miracolo economico". Il film-documentario è stato promosso dall'assessorato alla Cultura e dalle Politiche di genere e Pari opportunità della Provincia di Rimini insieme all'assessorato alla Cultura del Comune di Santarcangelo, dedicato alle donne.

Il film - realizzato da Stefano Bisulli di Santarcangelo e Roberto Naccari di Rimini - ha per protagoniste sei donne della provincia di Rimini che raccontano com'era la vita negli anni del dopoguerra. Una dedica speciale al ruolo delle donne, moglie e madri, grandi protagoniste nello sviluppo del territorio. Le protagoniste sono Giustina Maioli di Coriano, Maura Calderoni di Bellaria Igea Marina, Ottavia Ugolini di San Giovanni in Marignano, Pia Mussoni di Santarcangelo, Speranza Magnani di Bellaria, Anna Maria Biotti di Rimini.

Le attrici riminesi individuate in base alle loro esperienze personali, alla provenienza geografica e alla condizione sociale e culturale. Voci, testimonianze dirette che hanno tracciato e dipinto, l'itinerario del ruolo femminile in un territorio come la provincia di Rimini, che in più di altri, ha sperimentato un'enorme trasformazione economica e sociale nel corso del ventesimo secolo.
francy.   Nessun commento


Turismo del vino e del territorio in Romagna

01/04/2008 17:14 in varie

arte, storia, cultura, folklore e tradizioni delle genti di Romagna.

Nasce nell’estate del 2000 VINOTOUR, quando ancora si parlava poco di eno-turismo: il neo pensionato Guido Penso, insegnante di lingue, accompagnatore turistico e sommelier dell’A.I.S. (Associazione Italiana Sommelier) decide di mettere assieme queste competenze e di offrirle agli appassionati del vino.

Per molti EMILIA - ROMAGNA significa solo buona cucina, spiagge e divertimenti.

E' invece una regione molto più complessa, ricca di storia, arte, cultura, tradizioni e -come si deduce dal nome- divisa in due: l'Emilia, che confina con la Lombardia, e la Romagna che si affaccia sul mare Adriatico.

A noi romagnoli piace raccontare quanto sia facile riconoscere il confine fra le due aree; scendendo da nord lungo la via Emilia chiedete da bere: finché vi danno acqua siete in Emilia, quando riceverete del vino sarete in Romagna! Nel nostro dialetto, infatti, «bé» (bere) significa VINO.

Il Sangiovese è il nostro vino principe e sia la vinificazione in purezza, sia con cabernet-sauvignon, hanno recentemente portato all'attenzione di giornalisti, esperti e conoscitori alcuni vini eccezionali, in grado di soddisfare i palati più esigenti.

Dal riminese al faentino, passando per il cesenate e il forlivese, non mancano le opportunità di acquistare grandi vini a prezzi molto competitivi!

La Romagna vanta grandi tradizioni culinarie -l’Artusi era nativo di Forlimpopoli- e ha saputo anche salvaguardare prodotti di grande pregio gastronomico: a tavola c'è solo l'imbarazzo della scelta! Tagliatelle, cappelletti, strozzapreti, passatelli sono i primi piatti della tradizione, talvolta interpretati in chiave moderna con inaspettato successo; a seguire, il pesce dell'Adriatico o le grigliate miste dell'entroterra, ovviamente in armonia col vino giusto!

Le  D.O.C. della nostra zona sono 6: Vini di Romagna, Colli di Faenza, Bosco Eliceo, Colli d'Imola, Colli di Rimini, Colli della Romagna Centrale; va sottolineato che l’Albana è il primo vino italiano a bacca bianca cui è stata riconosciuta la D.O.C.G. !!

Gruppi di amici o gruppi aziendali sono i benvenuti per visite e degustazioni presso cantine, piccoli produttori e aziende artigianali: un’occasione unica per esplorare una terra ricca di storia, in cui cultura gastronomica ed enologia si sposano per il piacere dei palati più esigenti. www.vinotour.it


francy.   Nessun commento


Evento Musicale a Rimini

04/04/2008 11:47 in varie
Sagra Musicale Malatestiana
Sarà presentato oggi alle 18 a Castel Sismondo (ala di Isotta) a Rimini, il progetto di ricerca e del volume "Carlo Tessarini da Rimini. Violinista, compositore, editore nell'Europa del Settecento".

Carlo Tessarini (Rimini, 1690 circa - Paesi Bassi, post dicembre 1766) torna a far parlare di sé e a far ascoltare la sua musica grazie a una paziente opera di ricerca condotta da Paola Besutti, Roberto Giuliani e Giana ndrea Polazzi (docenti universitari e di conservatorio) e all'attività della Fondazione Cassa di Risparmio di Rimini che ha sovvenzionato una ricerca scientifica pluriennale, patrocinata dalla Società italiana di musicologia.

La ricerca riconsegna un corpus di 235 composizioni. Il progetto e il volume saranno presentati da Luciano Chicchi, Alberto Basso, Licia Sirch, Paola Besutti, Roberto Giuliani e Gianandrea Polazzi. Verranno eseguiti brani del compositore.

Altri Eventi a Rimini
francy.   Nessun commento


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