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La festa del Borgo San Giuliano a Rimini - edizione del 1980

21/08/2007 13:35 in varie
Festa del Borgo San GiulianoLa seconda edizione della Festa, 30-31 Agosto 1980, rappresenta la svolta dell'intervento politico sociale di quelli de "Foi de' Borg".
La festa del borgo san giuliano, partita come un 'azione del gruppo legato alla testata, si rivela talmente grande, talmente nuova che "si mangia è foi" e diviene "la festa".

Gli organizzatori consciamente o inconsciamente si erano resi conto di aver messo in moto un meccanismo che superava loro stessi, e coloro che erano stati a guardare o si erano affacciati timidamente venono coinvolti nell'organizzazione della "festa".
Lo stesso Consiglio di Quartiere distacca gli uomini migliori nel comitato promotore. Il borgo ora inizia la sua trasformazione sotto la spinta dell'entusiasmo della prima festa, trasformazione determinata dall'interesse di Rimini che diventa interesse per le case del borgo, che da posto di ritrovo per tossicodipendenti inizia a diventare quella specie di "rive-gauche" tanto amata da uno dei massimi organizzatori.

I riminesi incominciano a comprare le vecchie case e con la affluenza di capitali inizia la vera ristrutturazione del borgo san Giuliano.
Questo cambiamento di linea strategica spacca il comitato promotore in due frazioni: i conservatori, fedeli alla impostazione del borgo come luogo del proletariato e gli innovatori che assecondano la tendenza emergente.
Nascono divergenze anche sul piano personale, la "Festa del Borgo San Giuliano" produce due manifesti, molti anche all 'interno sperano nella non riuscita dell 'edizione '80; ma l'uomo sul filo che a metà della traversata del porto canale lascia cadere il fantoccio, fa scorrere un brivido freddo nella schiena di tutti quelli assiepati sulle sponde.
Qui scatta l'archetipo del restare (conservare), partire (rischiare), ma a cadere e solo un pupazzo: il borgo aveva gia scelto di andare avanti.
francy.   Nessun commento


La Festa del Borgo San Giuliano, edizione '90

10/09/2007 09:16 in varie
Borgo San GiulianoIl tema dell'edizione '90 è tratto da una annotazione riportata nel "libro delle anime", della Parrocchia del Borgo San Giuliano, nel 1876. La notizia riguarda un certo Cobianchi Eraclio, menzionato con la qualifica di "avventuriero": la stessa qualifica la si ritrova, anche, nell'Archivio storico anagrafico del nostro comune. Su chi fosse realmente Cobianchi possiamo fare solo delle ipotesi - chiaramente molto aleatorie - ed è su queste che si dispiegano il tema e le spettacolazioni di questa Festa. Scartiamo immediatamente quella, forse la più attendibile, che il nostro personaggio fosse un piccolo o grande malfattore; non ci interessa tanto la ricostruzione della verita su Cobianchi, quanto le suggestioni che ci vengono suggerite dalla sua possibile storia. Lo spettacolo e imperniato su quattro fantastiche ipotesi storiche:

- In Romagna, contemporanei al nostro personaggio, operarano famosi banditi, fra questi il "Passatore" e Gaetano Morgagni detto "Fagotto" le cui imprese si svolsero nelle campagne romagnole e ferraresi; Cobianchi era originario di Argenta e potrebbe aver fatto parte di queste bande o risentire dell'influsso mitico aleggiante intorno a quei banditi;
- in quegli anni esplode la "questione sociale"; sono anni fervidi di iniziative, con frequentazioni della nostra città da parte di importanti figure storiche (Bakunin, Cafiero...), senza dimenticare il concittadino Amilcare Cipriani. Tutti combattenti per l'emancipazione dei popoli, ma anche grandi sovversivi. Ecco quindi che si rende plausibile un altro riferimento alla definizione affibbiata al nostro uomo, in qualche modo legato a quegli avvenimenti;

- ma "l'avventuriero" potrebbe far pensare a valenze meno cariche di impegno sociale. L'avventura vissuta come viaggio, come allontanamento dai problemi del vivere quotidiano, frutto di uno stimolo che deriva dal conoscere nuove esperienze e nuovi mondi; ma anche dal bisogno: non dimentichiamo che il borgo era il luogo abitato dagli strati sociali meno abbienti e che ha conosciuto - in anni successivi - il fenomeno dell'emigrazione.

- e se si trattasse soltanto di un soprannome, nato nelle osterie dove fra chiacchiere e innocenti bugie si inventavano impossibili avventure ? Allora il Cobianchi diventa uno dei tanti poveri cristi che abitavano il borgo, senza il coraggio e l'opportunità di affrontare avventurosamente la vita. E su questa dicotomia fra realtà e sogno, fra utopia e miseria quotidiana, fra slanci vitali e condizionamenti esistenziali, proponiamo ai riminesi la lettura della Festa del Borgo 1990.
Nelle stradine e nelle piazzette del borgo - come sempre - il consueto clima di festa e di incontro, con spettacoli musicali e teatrali, stand gastronomici, allestimenti e mostre.
francy.   Nessun commento


I borghi storici di Rimini

14/09/2007 01:30 in varie

I borghi di RiminiLa città di Rimini dall’impianto regolare romano era articolata in quattro borghi interni o rioni. I confini secondo la divisione proposta da Luigi Tonini dovevano essere costituiti dal decumano massimo (il Corso), in parte dal cardine (via Garibaldi) e forse dalla via del “rigagnolo” (via Gambalunga).

    * il borgo di S. Colomba ospitava la residenza dei Malatesti, la sinagoga e il quartiere degli ebrei, gli alberghi e sette chiese;
    * il borgo Pomposo, si estendeva dall’Arco a piazza Cavour, dall’Anfiteatro al Corso, era per la maggior parte coltivato ad orti e si trovavano parecchi complessi monastici e 9 chiese;
    * il borgo di S. Andrea era un borgo popolare e si trovavano 3 chiese;
    * il borgo del Mare aveva 5 chiese.

      Rimini era delimitata da mura, a seguito del ritirarsi del mare e della deviazione del fiume Marecchia  la città di Rimini si estese di circa 300 metri.

      Al di fuori delle mura e dei fiumi che cingevano  Rimini, sorsero fin dal Medioevo i quattro borghi esterni:

    * il borgo di San Giuliano, il più antico ed abitato dai pescatori
    * il borgo di S. Giovanni, prima detto di S. Gaudenzo e poi di S. Ginesio
    * il borgo di S. Andrea completamente distrutto nel 1469  originariamente si trovava fra porta Montanara e porta del Gattolo
    * il borgo di Marina, si estese nel tempo fino al Convento dei Celestino, poi chiesa di S. Nicolò. 
francy.   Nessun commento


Le origini del Borgo San Giuliano

09/11/2007 08:08 in varie
Borghi di RiminiSi narra che nei primi anni dopo il mille vi fu una piena rovinosa a Rimini del fiume Marecchia, tanto che cambiò il suo alveo e andò a gettarsi in mare, dove si trova attualmente la sua foce e nell’ultimo tratto formò una specie di porto canale.

 Il vecchio porto che era in corrispondenza dell’altro fiume, l’Ausa, perse invece d’importanza. Il nuovo porto canale assunse notevole rilievo per il mar Adriatico e per la città di Rimini, dando nuovi impulsi alle attività commerciali di Rimini e di tutta la zona. A questo punto si costruì un nuovo Borgo, abitato da pescatori e marinai, il Borgo di San Giuliano.

Questo Borgo rimase sempre separato dal nucleo cittadino di Rimini, nonostante facilmente collegato dal Ponte di Tiberio. Sicuramente per chi visita la città di Rimini, il Borgo di San Giuliano deve essere oggetto di meta, in quanto è il quartiere più antico e caratteristico di Rimini.

Le sue vie sono strette, le case tutte ristrutturate, alcune dipinte con murales, ogni anno nel primo fine settimana di settembre si tiene la tradizionale Festa de’ Borg. Il cuore del Borgo è la Chiesa di San Giuliano, sorta nei resti della Abbazia Benedettina dei Santi Pietro e Paolo.
francy.   Nessun commento


La leggenda di San Giuliano

13/11/2007 07:53 in varie
San GiulianoTante volte vi ho parlato del piccolo Borgo di San Giuliano e della Festa De Borg. Ma chi è il Santo Giuliano? Qual'è la sua storia?

Oggi lo scopriremo.

Di nobile famiglia istriana Giuliano visse ai tempi dell’Imperatore Valeriano (III secolo d.C.), fu accusato di seguire la fede cristiana e fu condannato al supplizio.

Fu rinchiuso in sacco pieno di sabbia e serpi velenose e buttato in mare.

Fu ritrovato vicino al mare di Marmora  e venne sepolto in un dirupo, la scogliera del dirupo franò e galleggiando sul mare venne sospinto nelle vicinanze dell’Abbazia benedettina nell’anno 957. Da allora venne conservato nell’attuale chiesa di San Giuliano. La chiesa del borgo proprio da lui prende il nome.

Sei appassionato di Santi e Santuari. Allora dovresti dare un'occhiata al Santuario delle Grazie di Rimini.
francy.   Nessun commento